Universita: le universita resteranno chiuse

Sicuramente le lezioni a distanza hanno aiutato docenti e studenti a restare in contatto e ad andare avanti in qualche modo con il programma, ma l’università virtuale è un mondo totalmente diverso dall’università reale, cioè un luogo di incontro e socialità. Molte discipline non potrebbero nemmeno esistere o proseguire solo in modalità on-line.

Se in Italia si inizia a pensare ad una progressiva riapertura di svariate attività, l’università sembra una realtà che non interessi a nessuno. Oltre al problema che molti alunni per motivi tecnici sono rimasti esclusi dalle lezioni a distanza, la chiusura delle università provoca un impatto negativo sulla didattica, ma anche sull’economia. Un gruppo di docenti ha lanciato così un appello al ministro dell’Istruzione sulla necessità di riaprire le università. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista uno dei firmatari, Marco Gervasoni, professore di storia contemporanea all’università degli Studi del Molise.


— Le università passano al regime on-line per l’emergenza del Covid 19. 

Le università classiche, in cui la didattica non è mai stata on-line, si sono dovute inventare le lezioni a distanza per l’emergenza. Esistono già delle università telematiche, fatte unicamente on-line, dove i docenti sono formati per insegnare in questa modalità. Noi, università tradizionali, abbiamo dovuto trasformarci nel giro di una settimana facendo lezioni on-line, però sono lezioni che non sfruttano tutti gli elementi positivi che ci sono nell’insegnamento a distanza. Sono semplicemente lezioni fatte davanti al computer, dall’altra parte dello schermo ci sono tutti gli studenti che ascoltano, noi non possiamo vederli, loro non possono venire in contatto con noi se non attraverso la chat.

Pubblicato il: 29 April 2020

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